Molto si è detto e poco si è fatto sulla “Stella Maris”, imponente e pregevole struttura edificata in epoca fascista e allora utilizzata come colonia estiva.
Soprannominata “l’aereo” per via della sua forma, nel secondo dopoguerra ha conosciuto un declino inarrestabile a causa di classici problemi burocratici: l’edificio è situtato nel territorio del Comune di Montesilvano, ma è di proprietà della Provincia di Pescara: per qualche strano motivo, questa situazione ha a lungo inibito qualsiasi azione sull’ex colonia.
La quale, dal canto suo, non ha potuto fare a meno che accusare i segni dell’età, deturpandosi e deturpando il lungomare di Montesilvano – sul quale si affaccia dal centro dell’ampio piazzale nel quale è immersa (e che spesso è stato usato come parcheggio in estate) – oppure diventare un riparo abusivo per senzatetto o rifugio per tossicodipendenti.
La situazione, però, pare essersi sbloccata negli ultimi anni, con la ristrutturazione dell’esterno dell’edificio, accompagnato da slogan come “L’aereo riprenderà a volare”. Però il decollo tarda ad arrivare.
Dopo tanto torpore, non ci sarebbe niente di meglio che librarsi nell’aria con un grande progetto che sposi valori quali cultura e solidarietà. Cosa potrebbe diventare, quindi, la “Stella Maris”?
Considerando la travagliata situazione delle biblioteche di Pescara e Montesilvano (e anche la carenza di sale da lettura), l’edificio potrebbe diventare un polo bibliotecario moderno e ricco, dove far confluire i testi della biblioteca di Montesilvano e quelli di alcune biblioteche di Pescara (penso alla “Di Giampaolo”, che ha dovuto trasferirsi tra mille polemiche), dotato di ampie sale da lettura, in grado di poter soddisfare le esigenze di una conurbazione da quasi 180.000 abitanti. Le sale rimanenti potrebbero essere date in gestione alle associazioni del territorio che non possono permettersi una sede.
Oppure la “Stella Maris” potrebbe ritornare alla sua funzione originaria di ricovero, dove le associazioni di volontariato potrebbero aiutare i meno fortunati fornendo loro assistenza, pasti, e un tetto. In cambio, gli ospiti della struttura potrebbero gestire le sale rimanenti fornendo servizi: bar, cineforum, attività ricreative, i cui proventi andrebbero a coprire i costi della struttura.
Infine, si potrebbe fare del palazzo un moderno centro di ricerca universitario di altissimo livello in campi di ricerca di importanza fondamentale, ma che vivono crescenti difficoltà, come la fisica teorica, la sismologia, la fisica nucleare. Tale struttura potrebbe interessare le università abruzzesi, l’INFN (da sempre attivo nei laboratori del Gran Sasso), l’ICRA, l’IRSPS. Il centro di ricerca ospiterebbe anche un museo e delle sale conferenza dove poter effettuare un lavoro, necessario, di divulgazione scientifica per gli abitanti del territorio.

Sarebbe proprio un bel regalo ai cittadini da parte di una classe politica che ha tanto da farsi perdonare.

P.S.: allego delle piante della struttura: http://m1.behance.net/rendition/modules/26390575/disp/e1c405310368140afa2f36dd57c527d8.jpg

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