21/02/2014

Premessa 1: ho praticato pattinaggio artistico (a rotelle, sono del sud) per 5 anni. I Toe-loop, i Rittberger, gli Axel, i Salchow, le trottole… Ho fatto tutto. Malamente, lentamente, ma ho fatto tutto; pertanto una vaga e piccolissima idea di cosa voglia dire ce l’ho (proprio piccolissima, sottolineo) e seguo, quando posso, le gare. Non solo Olimpiadi, quindi.
Premessa 2: ritengo che Adelina Sotnikova sia la migliore pattinatrice russa in attività, essendo molto più matura e completa di Julija Lipnickaja, e che in assoluto sia tra le prime 5 al mondo.
Premessa 3: da spettatore, preferisco guardare le gare femminili che quelle maschili poiché, essendo più “lente”, posso apprezzare meglio i gesti artistici e atletici. Caratteristiche che ritengo apprezzabili sono anche la maturità (intesa come sicurezza in se stesse e capacità di capire cosa si deve trasmettere nella combinazione performance+musica), la femminilità, la grazia, l’interpretazione. Tra le partecipanti a questa Olimpiade, solo in tre mi hanno fatto “emozionare” incarnando queste caratteristiche: Mao Asada, Yu-Na Kim, Carolina Kostner. Le altre sono ragazzine, loro sono donne.

Detto questo, vengo al sodo. Grazie a Sky per aver concesso anche a chi non può pagare l’abbonamento (come il sottoscritto) la visione di questa e altre gare. Ottimo e competente il commento di Danilo Freri, Silvia Fontana e Massimiliano Ambesi.
Ma avrei qualcosa da chiedere proprio a loro, specialmente ad Ambesi.
La gara è andata come sappiamo e non voglio commentare; l’hanno già fatto in molti, più bravi e competenti di me. Al termine della performance di Kim, i commentatori hanno parlato di Kim come “della più grande di sempre” (condivisibile); non si parlava più della altre atlete in gara ma di quelle del passato, Ambesi ha tirato in ballo la Witt, definendola inferiore a Kim (condivisibile anche questo); in pratica, erano tutti e tre sicuri che Kim avrebbe stravinto l’oro. Tant’è vero che, alla lettura dei risultati, Ambesi ha parlato di “rapina” e Fontana ha definito Kim e Sotnikova “non paragonabili” tra loro.
Però, e qui inizia la “stranezza”, mentre Fontana rimaneva coerente sulla sua posizione indignata, Freri e Ambesi hanno gettato acqua sul fuoco, “dovendo una spiegazione al pubblico”: Sotnikova partiva da un 61.43 per gli elementi (ossia la somma dei “valori di difficoltà” di salti-trottole previsti), Kim da 57.49. 4 punti che hanno fatto più o meno la differenza. Ecco le mie domande:
1- il “base value” era noto da tempo e Freri e Ambesi di certo sapevano che, da questo punto di vista, Sotnikova partiva con 4 punti di vantaggio su Kim. Perché allora, alla fine della prova di Kim, non hanno preso in considerazione il fatto che quei 4 punti sarebbero potuti essere decisivi? Perché, questa è la risposta che mi sono dato, la differenza nel GOE (“grado di esecuzione”: valutazione soggettiva dei giudici sull’esecuzione degli elementi) tra Kim e Sotnikova era palesemente a favore della coreana, in considerazione anche del fatto che Sotnikova ha sbagliato un doppio Rittberger. Invece, la russa ha totalizzato una paio di punti di GOE in più e questo non era prevedibile;
2- un aspetto che è sfuggito è che Mao Asada (che secondo me ieri ha proposto il programma migliore di tutte) sugli elementi partiva da 66.34 e ha totalizzato solo 6.69 di GOE non sbagliando praticamente niente (rispetto ai 14.11 di Sotnikova): è palese che i giudizi non sono stati uniformi durante tutta la gara;
3- le componenti del programma (valutazione su tecnica, espressività, etc) erano anch’esse, a occhio, chiaramente a favore di Kim e Kostner rispetto a Sotnikova, e invece hanno preso tutte più o meno lo stesso punteggio (74 circa);
4- considerando che si era in Russia e che si è avuta la sensazione che anche il punteggio di Lipnickaja fosse un po’ troppo alto per quanto fatto vedere, qualche dubbio viene.
In breve, capisco che il ruolo di commentatori su Sky abbia suggerito a Freri e Ambesi di “tranquillizzare” il pubblico (dopo le loro prime impressioni, giuste e genuine, di acceso stupore), ma i “favori” alla Russia sono stati CHIARI ed è giusto ammetterlo. Non è la prima volta, in questo sport, e non sarà l’ultima.

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