Il sondaggio “Eurobarometro” del novembre 2013 (pag. 80) evidenzia un dato interessante per i federalisti europei: nell’EU a 28, i favorevoli alla tramutazione dell’UE in una federazione sarebbe il 45%, i contrari il 35%, gli indecisi il 20%. Mi sono permesso di rielaborare la tabella proposta, come segue:

eurobarometro

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Il sondaggio è sicuramente rincuorante, ma sono necessarie alcune riflessioni, prima di “cantare vittoria”:
– la percentuale di favorevoli non è cambiata granché dagli ultimi rilevamenti, quindi quella presente non è una situazione “nuova”;
– il numero di indecisi è clamorosamente alto, rendendo imprevedibile il loro orientamento se chiamati a un eventuale voto (ma si può supporre che gli indecisi non ritengano la questione importante o che non siano adeguatamente informati, e tutto questo li rende delle facili prede per i sempre più numerosi partiti in Europa che si fondano su tesi populiste ed euroscettiche);
– il numero di favorevoli è crollato (e contestualmente quello dei contrari è aumentato) in Stati tradizionalmente molto europeisti come Polonia, Slovacchia, Grecia, Estonia, Portogallo e Lussemburgo: quindi, anche laddove lo spirito federalista permane, il trend è fortemente negativo; mentre non si registra da nessuna parte un effetto contrario così preponderante;
– il numero dei contrari tocca vette spaventose negli Stati della Scandinavia, dove gli standard di vita sono molto alti: chiaro segno che la prospettiva federalista preluda per molti al livellamento degli standard di vita (= diminuzione per chi oggi è in vetta);
– dal resto del sondaggio si evince chiaramente che l’assetto attuale dell’UE scontenta un po’ tutti. È fondamentale, quindi, che i candidati alle europee del 2014 che condividono l’idea federalista facciano ben presente che la loro missione, se eletti, sarà quella di tramutare l’UE in una federazione, altrimenti i risultati di questo sondaggio avranno poco senso.

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